Inertia X1 è uno strumento fisico — un pendolo torsionale a molle — ma la sua intelligenza vive nell’app. È l’app che trasforma il segnale grezzo del giroscopio in una misura di swingweight affidabile, che guida l’utente attraverso la calibrazione, che archivia i risultati e che permette di esportare i dati per un’analisi diagnostica approfondita. Questo articolo descrive come è organizzata e cosa permette di fare.
Come si accede all’app
L’app Inertia X1 si scarica dagli store tradizionali. L’accesso avviene scansionando il QR code presente sullo strumento: in un solo gesto, lo smartphone riconosce lo strumento, carica automaticamente i parametri di calibrazione specifici di quell’esemplare e avvia l’app. Non è necessario inserire nulla manualmente.
Questo sistema garantisce che ogni strumento funzioni sempre con la propria configurazione di fabbrica, eliminando alla radice gli errori di impostazione.
La struttura dell’app
L’app è organizzata in quattro sezioni principali, accessibili dalla barra di navigazione in basso: Misura, Calibra, Archivio e Info.
Misura
È la schermata principale, quella che si usa a ogni sessione.
Quando lo strumento è pronto, l’utente ruota il supporto fino al fermo angolare, preme il tasto Start e rilascia. L’app acquisisce il segnale del giroscopio durante l’oscillazione, analizza automaticamente i dati ed entro pochi secondi mostra il valore di swingweight con gli indicatori di qualità della misura: stabilità, simmetria, smorzamento e affidabilità complessiva.
Ogni misura può essere associata a una racchetta specifica salvata nell’archivio, oppure eseguita come misura libera; se la misura è associata ad un telaio salvato in archivio, l’app consente di effettuare sia la misura dello Swingweight che del Twistweight. Un indicatore di affidabilità segnala immediatamente se la misura è da considerarsi valida o se è opportuno ripeterla.
Calibra
La calibrazione è il passo che permette all’app di tradurre il periodo di oscillazione in un valore di swingweight. Si esegue con i due campioni di inerzia nota forniti in dotazione con lo strumento — due configurazioni della stessa barra di calibrazione, una più leggera (Campione A) e una più pesante (Campione B, ottenuto avvitando la vite in dotazione).
L’app offre due modalità:
Modalità Standard — Una procedura guidata passo per passo che richiede tre misure del Campione A, tre del Campione B e una misura finale di verifica con il Campione A. Al termine, l’app confronta il risultato di verifica con il valore nominale e certifica la validità della calibrazione. È la modalità consigliata per l’uso quotidiano.
Modalità Expert — Pensata per utenti che vogliono un controllo più granulare. Permette di scegliere liberamente quale campione montare, di eseguire quante misure si vuole per ciascuno e di scartare manualmente le singole misure meno accurate prima di confermare la calibrazione. È utile anche per inserire manualmente i valori di inerzia dei campioni, ad esempio quando si vuole confrontare i risultati con quelli di un altro strumento.
La calibrazione è associata allo strumento fisico, non allo smartphone: finché non si sposta lo strumento dal piano di appoggio, non è necessario ripeterla. Se lo strumento viene spostato, è sufficiente eseguire una nuova calibrazione prima di riprendere le misure; Prima di avviare la calibrazione, l’app mostra la livella digitale — due indicatori che permettono di verificare il corretto livellamento dello strumento sul piano di appoggio.
Archivio
L’archivio è il registro delle racchette e delle misure. Ogni racchetta può essere salvata con le proprie caratteristiche — proprietario, marca, modello, peso, bilanciamento — e associata alle misure di swingweight effettuate nel tempo.
Le ultime dieci misure complete vengono conservate con tutti i dati grezzi, permettendo di esportare un file di diagnostica dettagliato. Le misure precedenti vengono archiviate in forma sintetica, conservando il valore di swingweight e la data.
Questa struttura permette di tenere traccia dell’evoluzione di una racchetta nel tempo — utile, ad esempio, per verificare se l’aggiunta di piombo ha prodotto l’effetto desiderato, o per confrontare due telai dello stesso modello.
Info e diagnostica
La sezione Info raccoglie le informazioni sulla calibrazione attiva, la versione dell’app e i parametri dello strumento. Contiene anche la funzione di esportazione del file diagnostico: un file JSON con tutti i dati grezzi dell’ultima sessione — campioni, periodi, segnale del giroscopio, indicatori di qualità misura per misura — che può essere inviato al supporto tecnico per un’analisi approfondita in caso di anomalie.
Questa funzione è stata progettata per rendere trasparente il funzionamento dello strumento: non un numero finale, ma tutti i dati che hanno portato a quel numero.
Due piattaforme, un’unica esperienza
L’app Inertia X1 è disponibile per iPhone e per Android come app nativa su entrambe le piattaforme. Fino a poco tempo fa le due versioni avevano architetture diverse sotto il cofano, per una ragione tecnica precisa — che vale la pena raccontare.
Android: perché serve un’app nativa
Abbiamo verificato su un’ampia varietà di dispositivi — in particolare quelli con interfacce personalizzate come Realme UI e MIUI — che il browser Chrome introduce una variabilità temporale nel segnale del giroscopio, il cosiddetto jitter, che può ridurre la precisione della misura del periodo di oscillazione.
La causa è strutturale: quando una web app richiede i dati del giroscopio, il browser li consegna attraverso il proprio ciclo di elaborazione, aggiungendo una variabilità nei timestamp che non dipende dall’hardware ma dal software. Su alcuni dispositivi questo effetto è trascurabile; su altri può essere significativo.
Per questo motivo abbiamo sviluppato fin dall’inizio una versione Android nativa dell’app. L’app accede direttamente al sensore hardware, bypassando completamente il browser. Il risultato è un jitter ridotto di circa dieci volte rispetto a una versione web su Android, con frequenze di campionamento più elevate sui dispositivi moderni.
iPhone: ora nativa anche su App Store
Su iOS, Safari accede al sensore giroscopico con la stessa stabilità temporale di un’app nativa: non c’è mai stata una differenza misurabile nel jitter del segnale tra PWA e app nativa. C’è però un limite diverso: l’API del browser (DeviceMotion) non supera i 60 Hz di frequenza di campionamento, indipendentemente dalle capacità hardware del telefono. Accedendo al sensore tramite CoreMotion, l’app nativa supera i 100 Hz, offrendo una risoluzione temporale più fine nell’individuazione degli zero-crossing del segnale.
Abbiamo quindi portato anche la versione iPhone a un’app nativa, disponibile su App Store, unificando al tempo stesso l’architettura delle due piattaforme sotto un’unica codebase e semplificando distribuzione e aggiornamenti.
Stessa app, stesso algoritmo
Le due versioni condividono lo stesso motore di calcolo — un modulo che implementa l’algoritmo di analisi del segnale — la stessa interfaccia, la stessa calibrazione, lo stesso formato di esportazione dei dati e ora anche la stessa architettura nativa di accesso ai sensori. Per l’utente finale l’esperienza è identica su iPhone e su Android.
Come si installa
L’app si installa scansionando il QR code presente sullo strumento: in base al sistema operativo del telefono, il QR apre automaticamente la pagina corretta su App Store o su Google Play per il download. Se l’app è già installata, il QR la apre direttamente caricando i parametri dello strumento.
Aggiornamenti
Gli aggiornamenti vengono distribuiti automaticamente tramite gli store ufficiali: sia su iPhone che su Android l’app si aggiorna secondo le impostazioni di aggiornamento automatico del dispositivo, senza bisogno di alcuna azione da parte dell’utente.




